giovedì 13 luglio 2017

Tutto il cielo è splendente - Centro Europeo di Studi Rossettiani



Giovedì 20 luglio 2017 ore 18.30
Incontri di Casa Rossetti 2016/2017
Arpa Poetica - Libro Concerto

Tutto il cielo è splendente
poesie di Christina G.Rossetti
Ed. Bastogi Libri
Traduzioni di poesie di Christina Rossetti
con 
Franca Maria Ferraris
Poetessa e traduttrice
Maria Teresa Di Tanna
illustratrice

Intervalli musicali di 
Clara Gizzi
Arpa

Presentano
Gianni Oliva e Mirko Menna

 Sala "Pompeo Giannantonio"
Centro Europeo di Studi Rossettiani - Largo Piave, 8 - Vasto

lunedì 8 maggio 2017

Tutto il cielo è splendente - Spotorno


Tutto il cielo è splendente

Biblioteca Civica Camillo Sbarbaro di Spotorno 
23 febbraio 2017 
Presentazione del libro "Tutto il cielo è splendente"
Incontro con gli alunni di una classe della scuola media di Spotorno.

Tutto il cielo è splendente - 28 settembre 2016


Tutto il cielo è splendente 

Sala Consiliare Celle Ligure 

28 settembre 2016 
Franca Maria Ferraris 
presenta la traduzione della raccolta di poesie della poetessa inglese Christina Rossetti 
Tutto il cielo è splendente (Bastogi) 
Introduce Sergio Giuliani

venerdì 20 maggio 2016

Tutto il cielo è splendente



La Feltrinelli point, via Astengo 9-11r Savona
venerdì 20 maggio 2016, ore 18.00
Franca Maria Ferraris presenta la traduzione della raccolta di poesie della poetessa inglese Christina Rossetti 
Tutto il cielo è splendente (Bastogi)
Introduce Sergio Giuliani
Letture della traduttrice, di Maria Teresa Di Tanna e di Donatella Francia

Christina Georgina Rossetti, una delle più raffinate poetesse inglesi dell'epoca vittoriana, merita di essere letta a tutt'oggi sia per l'intensità dei contenuti delle sue opere poetiche, sia per il pregio di una scrittura nitida e incisiva, capace di assegnare al significato palese di ogni parola, di ogni verso, una gamma di altre accezioni la cui scoperta mai finisce di stupire.
Franca Maria Ferraris si è cimentata con successo nell'improbo compito di rendere in italiano le assonanze, le allitterazioni e le rime armoniosamente risonanti espresse in un idioma in cui la sintesi è sempre prevalente.

venerdì 6 maggio 2016

Tutto il cielo è splendente - Il nuovo libro

Christina Rossetti
Tutto il cielo è splendente
Traduzioni di Franca Maria Ferraris
Illustrazioni di Maria Teresa Di Tanna


“… è una gioia, una festa ricevere il libro Tutto il cielo è splendente, in elegante edizione, con le poesie di Christina Rossetti esemplarmente tradotte, che leggo con emozione e commozione…”


Giorgio Bàrberi Squarotti

sabato 12 settembre 2015

MARCHESATO DI CEVA” II EDIZIONE – 2015 - 1° premio


 PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE DI 
POESIA- NARRATIVA - SAGGISTICA - FOTOGRAFIA

“MARCHESATO DI CEVA”
II EDIZIONE – 2015
                                                   
Primo Premio Poesia edita: La grazia dei riflessi
di Franca Maria Ferraris

Incisioni di Cristina Sosio
Marco Sabatelli Ed. 2014

MOTIVAZIONE
Titolo di poesie emblematico che la poetessa dedica a due sommi scrittori/poeti di fama, ma con  emozioni personali che testimoniano uno stato d’animo riflessivo che si tramuta in una scrittura  ora elegiaca ora realistica ora visionaria.
Lo stile poetico è perfetto: ogni parola al suo preciso posto, le descrizioni intense e organiche, la varietà del linguaggio fanno dell’autrice una vera artista contemporanea di alto livello.

La Giuria:
Massimo Peloso - Giovanni Raviolo - Ornella Secchi - Mara Garelli -   Enrica Tagliasacchi - Sattanino.   
Ceva, 18 luglio 2014


La grazia dei riflessi - Biblioteca Civica A. Aonzo di Quiliano









mercoledì 25 marzo 2015

BibloTè “La grazia dei riflessi”




Biblioteca Civica “Camillo Sbarbaro”
BibloTè
GIOVEDÌ 26 MARZO alle ore 16,30
Presentazione del libro
“La grazia dei riflessi”
alla presenza dell'autrice Franca Maria Ferraris
e dell'illustratrice Cristina Sosio
Conduce l'incontro il Prof. Gianni Ballabio
Biblioteca Civica “Camillo Sbarbaro” 
Via Aurelia 119 – Spotorno
ingresso libero
Per informazioni tel. 019745959
mail: biblioteca@comune.spotorno.sv.it

lunedì 19 gennaio 2015

Immagini della presentazione del libro "La grazia dei riflessi"







Immagini della presentazione
"La grazia dei riflessi" di Franca Maria Ferraris
 venerdì 7 novembre 2014
Incisioni di Cristina Sosio
Presentazione di Sergio Giuliani.
Letture di Donatella Francia e dell'autrice.
Marco Sabatelli Editore

Recensione di Laura Rainieri
Franca Maria Ferraris “La grazia dei riflessi”, Marco Sabatelli Editore, 2014

Nel segno della poesia

Ho seguito l’intensa opera poetica, svoltasi nel tempo, di Franca Maria Ferraris che, sostenuta da una dichiarata passione, da un fuoco che le ditta dentro, è pervenuta alla stesura di questo libro, quasi un compendio e una ripresa sistematica e armonica delle tematiche già trattate: un’opera, questa, di grande respiro, che non indulge all’ “io soggettivo”, con il risultato di una poesia moderna, aperta all’altro, pur innervata nella tradizione italiana.
La musicalità è avvolgente come le onde del mare della Liguria dove la Nostra vive. Ma, come giustamente fa notare nell’Introduzione Sergio Giuliani, all’interno della sonorità, dettata dalle rime e dalle assonanze, dall’endecasillabo e dal settenario, come in molta poesia di Sbarbaro, chiamato in causa insieme a Pavese, “i ritmi all’interno della strofa si frangono, dissonano nella conclusione con verso ipermetro”.
Questo succede anche nella chiusa di molte poesie a denotare una ricerca di stile al passo con i tempi.
Il libro è stato dettato dalla lunga frequentazione della Ferraris con la poesia di Pavese e di Sbarbaro, a ognuno dei quali ha dedicato una sezione. La motivazione di questo amore, oltre all’apprezzamento dei versi, è che essi sono nati e vissuti negli stessi luoghi frequentati o abitati dall’autrice: in Piemonte è nato il padre, in Liguria la madre.
La Ferraris è di origine Valbormidese dove, appunto, scorre il fiume Bormida che, come ben rileva nella prefazione Bàrberi Squarotti “percorre e unisce le due regioni: nasce in Liguria, e segna a fondo, aprendole e dividendole, le Langhe, per perdersi poi lontano fino a congiungersi con il Tanaro e con il Po”.
È dunque un filo affettivo quello che, da sempre, unifica e fonde i due luoghi che alimentano il suo ricordo, i suoi affetti, e fanno convergere nell’espressione poetica il dato esteriore con il fatto interiore.
Interessante è l’interpretazione del titolo “La grazia dei riflessi” nella “Nota dell’Autrice” in cui così spiega: “Grazia” come dono, perché nelle opere di entrambi i poeti ho scoperto una luce che, di riflesso, ha favorito il germinare di alcuni miei pensieri e ardori e sentimenti [...]” Inoltre “grazia” come bellezza[...]scaturita dalle opere dei poeti sopra citati”. E così continua: “I riflessi sono le molte sollecitazioni, meditazioni, e il desiderio di conoscere a fondo i luoghi di quei poeti, trasformati in paesaggi della mente, cioè in poesia”.
Il termine “riflessi” è reiterato più volte, e il verso “la grazia dei riflessi”, che ha suggerito il titolo, è tratto dalla poesia “Ogni giorno apro la finestra”. La poetessa guarda dalla finestra il fiume che, allegoricamente, invia, come il mare, miriadi di scintille corrispondenti agli stimoli poetici inviati a lei dai due autori.
Ma è inutile cercare in quest’opera, come ci si aspetterebbe, un’imitazione o una ripresa della poesia dei due poeti.
Dante ha per guida Virgilio, ma l’opera dantesca, sia pur mossa e influenzata da Virgilio, si muove autonomamente. Prova è che lo stile non muta nelle due sezioni: l’autrice prende il volo con le sue ali e salpa il mare con proprie vele.
Tuttavia qualche considerazione va fatta, dal momento che i due poeti sono stati chiamati in causa.
L’interesse della Ferraris per Pavese si accentra nella “visione del tempo” (citazione mutuata da Milo de Angelis), concetto che ne incarna l’opera poetica e in prosa. “Visione del tempo” significa in Pavese avere coscienza del trascorrere del tempo che nelle mutazioni si ripete uguale a se stesso, e questo si può meglio constatare leggendone le stratificazioni in uno spazio geografico circoscritto come le Langhe.
Bàrberi Squarotti, nel saggio “Il viaggio come struttura del romanzo pavesiano” (ma cita anche “Lavorare stanca”), apparso ne “Le colline, i maestri, gli dei”, analizza l’opera di Pavese che a un primo approccio fa pensare, per le sue caratterizzazioni geografiche e per le descrizioni, mai fine a se stesse, a un viaggio nello spazio.
A ben vedere, però, i personaggi, curiosi di sperimentare quanto Ulisse, compiono alla fine il loro nostos, il ritorno che per Pavese è riapprodare nelle Langhe, paesaggio letterariamente esemplare.
Anche la diatriba tra immortalità e mortalità è citata dalla Ferraris nella prosa poetica ( pag. 59) “Il nulla e il tutto” che, riprendendo il tema da “L’isola” dei “Dialoghi con Leucò”, partecipa di questo sentimento tragico del tempo che investe anche gli immortali, tanto che la dea Calipso si affida all’attimo fuggente, nell’indifferenza della vita e della morte, come confessa a Odisseo.
Il ricordo, la memoria, senza cui non si dà scrittura, il sogno (l’ultima poesia della raccolta ha per titolo “Un sogno di terra e di mare” dove la Ferraris immagina come in sogno la persona amata in arcioni che “galoppava verso oceani di nebbia all’orizzonte”, cioè verso l’infinito) , la favola (l’autrice ha scritto anche un romanzo fantasy), un amore appassionato per la natura, fiori e piante nominati quasi a volerli accarezzare (ortensie, tigli, betulle, ontani, abeti, mandorli ecc...), la contemplazione minuziosa del paesaggio nelle sue forme osservate nella mutevole luce, con descrizioni rare, ma più la fervida fede nel poetare, nell’atto puro del poiein (e non, a mio avviso, una fede religiosa, come sostiene Giuliani), le danno la forza di accettare le crepe della vita, armonizzandole e sublimandole in dettato poetico.
Tuttavia, quasi tutte le poesie che rinviano alla malinconia del tempo rovinoso, all’accenno di vite tutt’altro che facili, esprimono, nei versi finali, un riscatto, espandono una luce che rimette in moto la speranza. Così ella salva la parte di noi che sa assorbire il quotidiano e tradurlo in una dimensione più elevata: quella del pensiero.
Anche la morte è sussurrata, un mistero che ci strappa i nostri cari e li conduce, come certi personaggi del mito, verso l’Eternità, un luogo qui definito con immagini poetiche e una levità di linguaggio che ne attutiscono la tragedia.
Rimane dunque la suggestione e la rivisitazione dei paesaggi, nella piena volontà di ricrearli oggi più vivi che mai: il verde e le petraie delle Langhe, i rovi delle colline, il vino che scalda, i falò, le casupole, i sentieri mille volte percorsi, i campi, mentre, nei versi dedicati a Sbarbaro, ripropone l’azzurro del mare, il soffiare del vento, lo stormire delle foglie, la vitalità dell’agave e, infine, l’umiltà dei licheni di cui Sbarbaro era cultore.
Il verde e l’azzurro sono i colori più citati in tutte le gradazioni, i più amati perché simboleggiano per l’autrice la terra d’origine dei due amati autori, che è anche la sua, per geografia e per elezione. Due terre divenute una, dove il verde del monte si fonde con l’azzurro del mare.
Vorrei dare rilievo, parlando di colori, al fatto che la Ferraris ama la pittura e frequenta una cerchia di pittori che spesso illustrano le sue opere, come nel citato “Le parole del mare”.
Impreziosiscono “La grazia dei riflessi” le acqueforti di Cristina Sosio, ricercate e appropriate, attraverso cui si vuole offrire al lettore il senso della concretezza dei luoghi citati, cogliendone il tratto più realistico, come nella casa di Sbarbaro a Spotorno o in quella di Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo, per citarne due soltanto.
L’autrice, dunque, si riflette in più specchi, nella poesia di Pavese e di Sbarbaro, e anche nelle incisioni della Sosio, da cui la sua immaginazione prende le ali per la creazione di un proprio viaggio poetico.
A Sbarbaro dedica la poesia “Questo saluto sia per te il tutto” in cui viene evocata la sua migliore raccolta “Pianissimo” e dove ricorda il poeta come vivo: “i tuoi occhi ancora /abbracciano il mare/ le tue mani ancora si protendono/ al verde della selva e la glorificano”Ma più vivo è rimasto in lei l’amore che Sbarbaro ha nutrito per la poesia: “quello stesso amore/che hai riversato / nella natura e nella poesia”. E al riguardo aggiunge: “Il verde è radice, Poeta, / il verde allieta,  / ma la poesia salva, / salva e lenisce /la cupa inimicizia del buio”.
Ella ha immerso Sbarbaro nella “Dimensione dell’ombra”, un poeta sommesso, a bassa voce, che vorrebbe dimenticare anche se stesso. Molte atmosfere riportano alla poesia di Sbarbaro, e il ricrearle è un omaggio al poeta del mare che tanto ha dato anche a Montale.
Un libro dunque, questo della Ferraris, ben articolato, tra poesia, prosa e acqueforti, con richiami costanti ai due poeti-guida, ma assolutamente autonomo nelle tematiche e nella versificazione.

Laura Rainieri- Roma 11 novembre 2014

mercoledì 5 novembre 2014

La grazia dei riflessi - La Feltrinelli Point Savona

La Feltrinelli Point Savona
Via Astengo 11
Presentazione ore 18.00 del nuovo libro di poesie 
di Franca Maria Ferraris 
"La grazia dei riflessi"

Incisioni di Cristina Sosio
Presentazione di Sergio Giuliani.
Letture di Donatella Francia e dell'autrice.
Marco Sabatelli Editore

domenica 21 settembre 2014

La grazia dei riflessi

La grazia dei riflessi

Anteprima della copertina del nuovo libro di Franca Maria Ferraris.
Con incisioni di Cristina Sosio
Prefazione di Giorgio Barberi Squarotti
Saggio critico di Sergio Giuliani




Bellissimo volume, sapientemente illustrato, nelle cui poesie mi rispecchio con la dolcezza di ritrovarmi in tutti i suoi riflessi con la grazia di una poetica sensibilità.

Maria Luisa Ronco Valenti

mercoledì 14 agosto 2013

Anteprima del nuovo libro “Colori e suoni nelle parole”

Anteprima del nuovo libro

“Colori e suoni nelle parole”

Poesie dalle raccolte  1973-2011,

Franca Maria Ferraris, pagg. 163, Edizioni Helicon  2013

“La poesia di Franca Maria Ferraris, rientra, a pieno titolo, in quella ‘linea ligure’ (Roccatagliata Ceccardi, Grande, Barile, Sbarbaro, Jahier, Boine, A. S. Novaro, Montale, Caproni) ormai mitica, che ha fatto storia nella letteratura italiana del XIX e del XX Secolo fino a oggi. Di questa viscerale appartenenza troviamo traccia ovunque, nelle numerose sillogi date alle stampe dalla  Ferraris, a cominciare dai mirabili versi La casa di Sbarbaro a Spotorno (Le parole del mare). Cariche di simbologia di chiara derivazione montaliana: ‘le crepe dei muri’,  ‘il quadrante della meridiana’, ‘l’ariete  furioso’, ‘ le bacche rosse del rovo’, queste espressioni si distinguono per la limpida discorsività  dove ogni parola è al suo posto e non potrebbe essere spostata né sostituita, e in ciò consiste la grandezza della poesia della Ferraris. Poesia capace di superare i confini geograficamente ristretti della Liguria, per guardare oltre, al ‘grande Sud’:…: Itaca, Le Pleiadi, Orfeo… versi indimenticabili.
                                                                                                                                                                      Francesco De Napoli

Scarica il pdf della copertina completa:

LAUREA APOLLINARIS POETICA - 9 maggio, Roma


LAUREA APOLLINARIS POETICA
assegnata a Franca Maria Ferraris il 9 maggio in Roma, presso l’aula magna dell’Università Pontificia Salesiana, per i meriti conseguiti nella poesia. Qui di seguito, accanto al diploma di laurea, scritto in latino nell’originale, viene riportata la relativa traduzioine in lingua italiana.
“ per i meriti conseguiti negli anni passati, sia onorata dell’alloro poetico di Apollo, in questa sede accademica, con questo diploma della facoltà di scienze della comunicazione sociale, con il patrocinio e il consenso dell’Università Pontificia Salesiana

FRANCA MARIA FERRARIS

poiché i giudici decisero di onorare la medesima conferendole la potestà e il diritto affinché, osservati i diritti e le leggi, questo diploma regolarmente firmato, ella esponga dove lo voglia con il favore unanime dei giudici, secondo i meriti innumerevoli dei carmi e delle poesie pubblicate, e dei premi conseguiti”. 

Firmato
Il rettore Carlo Nanni
Il Moderatore Horatius Antonius Bologna
Il Decano Mario Mantovani

giovedì 11 aprile 2013

Presentazione del libro Aquilius e la Stirpe del Drago al Centro Polifunzionale Carcare


Centro Polifunzionale Carcare
Cultura al centro - Univalbormida
“I Venerdì Culturali”
venerdì 12 aprile 2013 ore 16.00
Presentazione del libro fantasy
Aquilius e la Stirpe del Drago
di
Franca Maria Ferraris e Cristina Sosio
Le autrici vi faranno entrare nel magico mondo del Drago Mago Aquilius,
tra cavalieri, dame, fate, elfi, e... malvagie creature.
Scopri le avventure di Aquilius,Ottavia e Max vai sul sito www.aquilius.

lunedì 17 dicembre 2012

Alcune immagini della premiazione "Firenze Capitale d'Europa"

Premio Internazionale di Poesia e Narrativa
ACSI
Firenze Capitale d'Europa
XV edizione


1° PREMIO
Narrativa Edita per Ragazzi
"Aquilius e la Stirpe del Drago"
Franca Maria Ferraris e Cristina Sosio

Motivazione:
Una bella favola che si snoda fra storia e leggenda, dove due bambini sono protagonisti insieme con il drago Aquilius di mirabolanti avventure attraverso varie epoche.
Il piccolo lettore si può identificare con i protagonisti eredi di un'antica stirpe, Ottavia e Max, che magicamente si trovano catapultati in un mondo fantastico dove tutto è possibile.
Le due autrici, Franca Maria Ferraris che ha scritto la storia e Cristina Sosio che ha ideato i protagonisti e disegnato le illustrazioni, sono riuscite a comunicare ai ragazzi valori universali nelle modalità a loro accessibili e stimolando la fantasia.

Per la Giuria Dott.ssa Daniela Giacometti
Firenze, 15 dicembre 2012

La premiazione

   



Il salone dei Cinquecento in Palazzo vecchio








In giro per Firenze







Dopo la premiazione